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Sono tanti gli aspetti da prendere in considerazione per rendere la propria casa sicura, al riparo da seri pericoli. Il personale esperto in impianti elettrici Milano lo sa bene, e dovresti saperlo anche tu. Al giorno d’oggi è pressoché impossibile privarsi della corrente: troppi apparecchi (dagli elettrodomestici al cancello d’ingresso) vi fanno affidamento. Talmente è entrata nel nostro vivere quotidiano che, talvolta, qualcuno dimentica colpevolmente la delicatezza della questione. 

Un sistema male installato provocherà una catena di problemi, mettendo a repentaglio la tua salute e quella della tua famiglia. Per questo è importante contattare personale specializzato, dotato sia della formazione e dell’esperienza necessaria, sia degli strumenti adatti. 

 

Impianti elettrici Milano: la legislazione vigente in Italia

Se ci focalizziamo sulla attuale situazione in Italia, il legislatore ha introdotto una ligia disciplina. Emanando direttive, che, chiaramente, valgono pure per gli impianti elettrici montati a Milano. A fondamento delle decisioni prese, il bisogno di tutelare la salute dei residenti. D’altra parte sarebbe stato scellerato disinteressarsene. Come abbiamo appena detto, tantissimi accessori vanno a corrente, dalla domotica ai sistemi di protezione. Progettare e realizzare a regola d’arte la centralina rappresenta proprio il primo passo. 

Della certificazione impianti elettrici Milano è responsabile il CEI. Mentre le normative di riferimento sono costituite dal Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2009 e dal CEI 64-8. Il DM ha dato una impostazione generale, il CEI 64-8 ha segnato una importante evoluzione. Comunque, in aggiunta alla sicurezza, è opportuno rispettare i minimi standard prestazionali in termini di:

  • fruibilità;
  • funzione;
  • usabilità. 

La legge 46/90 ha fatto da apripista

Un indottrinamento iniziale sulla progettazione, installazione e certificazione lo ha fornito la legge 46/90. Essa ha introdotto:

  • l’obbligo di un attestato di conformità, rilasciato al termine dell’installazione dai professionisti stessi 
  • il permesso di intervenire sull’abitazione unicamente concesso a professionisti e installatori specializzati in materia
  • l’obbligo di adeguare le preesistenti strutture con qualche minima dotazione di sicurezza:
      • dispositivi di sezionamento
      • salvavita
      • protezione dalle sovracorrenti e dai contatti diretti

 

Nel 2008 il Decreto Ministeriale n. 37 ha preso il posto della legge 46/90, apportando alcune correzioni degne di nota. Più precisamente ha impartito istruzioni in attuazione alle modifiche riguardanti la sicurezza. Per quanto concerne, invece, la CEI 64-8, nel testo si rinviene il principale riferimento in merito agli impianti elettrici Milano. Nel 2011 l’ha implementata un nuovo allegato, volto a definire i livelli base degli equipaggiamenti impiantistico-funzionali nel comparto residenziale. 

Aggiornate le caratteristiche prestazionali imposte

Il metodo di classificazione stabilito costituisce un rilevante passo in avanti, verso la definizione di uno standard qualitativo. Inoltre, ha aggiornato il concetto di “impianto elettrico”, che, oltre alla sicurezza, ne determini le caratteristiche prestazionali. Il campo di applicazione vale per i modelli:

  • nuovi (esclusi gli edifici dal riconosciuto valore artistico e storico);
  • soggetti a rifacimenti, effettuati durante le ristrutturazioni edilizie dell’unità immobiliare;
  • dell’ambito residenziale. Unità immobiliari ubicate all’interno dei condomini in complessi abitativi mono o plurifamiliari. 

In termini di potenza, gli impianti elettrici Milano devono essere dimensionati:

  • fino a 3 kW per superfici pari o inferiori a 75 metri quadrati;
  • fino a 6 kW per superfici superiori a 75 metri quadrati.

Un ulteriore parametro da valutare è la protezione differenziale, ovverosia il salvavita. È tassativo montare due unità in modo da assicurare la continuità di servizio. 

Impianti elettrici Milano: la suddivisione per livelli

In chiusura, relativamente agli impianti elettrici Milano, e in generale adoperati in Italia, si distinguono tre crescenti livelli. 

  • il livello 1 stabilisce i requisiti di base, comprensivi di un minimo prestabilito di prese elettriche e di punti luce. Il numero varia in relazione alle superfici e ai locali interessati. Una presa occorre posizionarla sempre vicino alla porta di accesso. Le altre vanno distribuite, in maniera uniforme, lungo le pareti, affinché non creino ostacolo al collocamento della mobilia;
  • il livello 2 si pone esattamente nella fase intermedia, rivolto ai moderni complessi residenziali. Ovviamente, le disposizioni del primo livello rimangono valide; in aggiunta è tassativo l’impiego di un sistema di controllo carichi. Laddove venissero superate le soglie di corrente, tale strumentazione scollegherebbe certi punti, senza provocare il completo arresto del sistema.  
  • il livello 3 (chiamato anche livello domotico) è il non plus ultra delle prestazioni. Per conseguire l’attestato è richiesta la capacità di gestire quattro o più delle seguenti funzionalità:
      • Sistema rilevazione fumi e/o gas;
      • Gestione della temperatura;
      • Sistema di sorveglianza antintrusione;
      • Remote control via mobile; 
      • Automazione di serrande;
      • Verifica dei carichi;
      • Sistema hi-fi diffuso.
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